English users, instructions in english are available on the site of rbox: http://tsdo.org/rbox/
Da Wikipedia: “Un proxy è un programma che si interpone tra un client ed un server, inoltrando le richieste e le risposte dall’uno all’altro. Il client si collega al proxy invece che al server, e gli invia delle richieste. Il proxy a sua volta si collega al server e inoltra la richiesta del client, riceve la risposta e la inoltra al client.”
In parole povere, un proxy e’ un programma che permette di collegarsi a un sito (mettiamo youtube.com) invece che direttamente, passando per un altro computer (mettiamo il mio dove ho creato un proxy). Questo e’ fondamentale per aggirare i blocchi del Governo Iraniano. Mettiamo infatti che sia stato bloccato l’indirizzo youtube.com, impedendo a qualsiasi utente all’interno della rete Iraniana di accedervi direttamente. L’utente che volesse aggirare questo blocco, potrebbe ora accedere a un proxy non bloccato dal governo, e da li accedere a youtube.com .
E’ quindi di fondamentale importanza immettere nella rete il maggior numero di proxy possibili, in modo da rifornire i manifestanti di proxy sempre nuovi non ancora bloccati dal governo.
(Attenzione: il metodo che segue richiede che possiate lasciare il vostro computer attivo, e che in questo periodo il proxy venga sospeso ogni volta che dovete accedere personalmente alla rete. Quindi, nel caso prevediate di dover accere per un lungo periodo continuativo alla rete dall stesso computer che userete come proxy, vi conviene contribuire in altro modo, ad esempio installato un relay Tor, istruzioni qua: http://www.torproject.org/docs/tor-doc-relay.html.it )
Il modo piu’ semplice di aiutare la creazione di Nedanet [questo il nome scelto per la rete di proxy dagli organizzatori, fra cui il celeberrimo ESR (http://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Steven_Raymond)] e’ di caricare una macchina virtuale gia’ pronta e con configurazione automatica e lasciarla andare. Cos’e’ una macchina virtuale? Da wikipedia: “In informatica il termine macchina virtuale indica un software che crea un ambiente virtuale in cui l’utente può eseguire alcune applicazioni.”
In parole povere, un programma che “simula” la presenza di un altro computer (virtuale) oltre al vostro.
Possiamo usarne uno qualsiasi per il nostro scopo, e uno gratuito, affidabile e testato e’ VirtualBox della Sun (la software house di Java).
Potete scaricarlo per Windows, Mac, Linux qua: http://www.virtualbox.org/wiki/Downloads
Inoltre ci servira’ il sistema operativo per questa macchina virtuale, e quello da scaricare, gia’ pronto per i proxy di Nedanet e’ http://tsdo.org/rbox/ . Scaricate la sua iso: http://tsdo.org/irandrop/rbox-0.3.iso .
Una volta scaricato VirtualBox e rbox, installate VirtualBox ed apritelo. In alto a sinistra vi dovrebbe essere un pulsante azzuro tondo con scritto “Nuova” o qualcosa di equivalente, cliccateci per aggiungere una macchina virtuale al sistema.
Cliccate next, ora occorre impostare nome e sistema operativo della macchina. Per il nome scegliete quello che piu vi aggrada, mentre per il sistema operativo impostate Linux e per la versione Debian (infatti rbox e’ basato sulla distribuzione Debian, ma se non capite non vi preoccupate).
Cliccate next e ora occorrera impostare la memoria da dedicare al sistema virtuale, non indicatene troppa dato che questa memoria verra’ sottratta dalla disponibilita’ del vostro sistema operativo principale, un valore maggiore o uguale a 256 dovrebbe andare bene, comunque il minimo indicato dai creatori di rbox e’ 128 quindi anche impostarne meno non dovrebbe darvi problemi.
Cliccate ancora avanti, e si arriva alla schermata di gestione degli Hard Disk. Deselezionate la casella “Boot Hard Disk” dato che rbox non necessita di alcun Hard Disk, essendo un sistema operativo che opera da cd (o da cd virtuale) cioe’ un cosidetto livecd.
Continuate infischiandovene degli avvertimenti che vi da sulla mancanza di Hard Disk (il nostro media bootabile sara’ il cd virtuale (la iso) scaricata) e cliccate su Finish.
Ora, prima di far partire la nostra macchina virtuale, dovremo “inserire il cd” e “connetterla alla rete”, tutto in senso virtuale, ovviamente.
Per “inserire il cd”, selezionate la macchina virtuale appena creata nella lista a sinistra poi in alto cliccate su “Impostazioni” o qualcosa di equivalente (e’ il pulsante con l’icona a forma di ingranaggio giallo). Nel pannello delle impostazioni, andate su “CD/DVD-ROM”, selezionate “Monta lettore CD/DVD” e quindi “File Immagine ISO”. Li schiacciate sull’iconcina a sinistra, quindi nella finestra che vi si invoca, cliccate su “Aggiungi media” e li caricate il file rbox-0.3.iso scaricato prima.
Per “connettersi a internet” dovrebbe essere gia’ configurato, ma dovete essere certi di condividere l’indirizzo del computer Host, e non di usare il Netword Address Translation. Per esserne sicuri, sempre nel pannello delle impostazioni andate su “Rete” o qualcosa del genere, cliccate sulla linguetta “Driver 1”, quindi (se non e’ gia selezionato) selezionate “Abilita scheda di rete”, come “Tipo di Scheda” lasciate quella predefinita, nella scelta sotto “Connessa a:” selezionate “Scheda con bridge” e nella scelta ancora sotto “Nome:” scegliete il nome della scheda con la quale vi connettete a internet.
Con questa configurazione, pero’ la macchina virtuale prendera’ il post dell’host sulla vostra rete e quindi mentre’ sara’ avviata la macchina virtuale non sara’ possibilie connettersi alla rete dal computer host. E’ comunque possibile, una volta avviata la macchina virtuale, metterla in pausa quando vi e’ necessario accedere alla rete, per poi riavviarla lasciando il computer a lavora quando non avrete piu bisogno. Sospendere la macchina virtuale invece che riavviarla consente di non perdere tutte le configurazioni gia effettuate.
Vi e’ anche un’altra maniera di connettere la macchina virtuale alla rete, che consiste, nei passi di configurazione precedenti, di impostare l’opzione “Connessa a:” su “NAT”. In questo modo l’host funzionera’ come una specie di router nei confronti della macchina virtuale. Fatto questo, alcuni servizi offerti non saranno disponibili, e inoltre bisognera’, una volta venuto il momento in cui rbox vi chiedera’ di aprire le porte, sospendere la macchina e aprire le porte della macchina virtuale tramite la procedura descritta qui:http://www.virtualbox.org/manual/UserManual.html#natforward
Quindi, volendo mappare la porta 4356 del tuo computer host alla porta 4356 della tua macchina virtuale, occoreranno questi tre comandi:
VBoxManage setextradata “NOMETUAMACCHINA” “VBoxInternal/Devices/pcnet/0/LUN#0/Config/nedanet1/Protocol” TCP
VBoxManage setextradata “NOMETUAMACCHINA” “VBoxInternal/Devices/pcnet/0/LUN#0/Config/nedanet1/GuestPort” 4356
VBoxManage setextradata “NOMETUAMACCHINA” “VBoxInternal/Devices/pcnet/0/LUN#0/Config/nedanet1/HostPort” 4356
“nedanet1” e’ un nome arbitrario che serve a etichettare la porta di cui si fa il redirect, puo essere un nome arbitrario appunto (qualsiasi) basta che sia diverso per ciascuna porta.
Quindi, avviate la macchina virtuale cosi creata, nella prima schermata di scelta premete Invio (state attenti che la tastiera venga letta dalla macchina virtuale e non dal cosidetto sistema “host” (il vostro usuale sistema operativo). il focus sulla macchina virtuale si ottiene normalmente cliccando sulla finestra, per tornare al sistema host si preme normalmente Ctrl Destro).
Aspettate che il sistema si configuri, una volta fatto si aprira’ una schermata che dice che la configurazione consiste in due passi, premete invio e il sistema vi dara’ una lista di porte che usera’ (infatti non si possono usare le normali porte che si usano per i proxy, il governo iraniano le ha bloccate) se siete dietro un firewall o un router, e’ necessario che il traffico in queste porte possa passare, quindi “apritele”. Per sapere come si fa, cercate su internet, in particolare http://portforward.com/ .
Fatto questo, schiacciate nuovamente invio, verrete ringraziati, quindi premete nuovamente invio e inserite la vostra mail, in caso di segnalazioni per errori. Cliccate ancora su invio e e il vostro proxy sara’ operativo.
Se siete arrivati fino a questo punto, grazie mille e cercate di lasciare il proxy aperto per una quantita’ di tempo lunga (se possibile qualche giorno) dato che il tempo che gli indirizzi dei proxy arrivino nelle mani dei manifestanti iraniani e’ chiaramente (per ragioni logistiche) decisamente lungo.